L'orchidea in primo piano: PHALAENOPSIS

Originaria delle regioni indiane, è una pianta che ama il caldo. Le temperature ottimali sono  comprese tra i16 e i 23°C, anche se può tollerare anche temperature fino a 30-35° a condizione che sia disposta in luogo ombreggiato, ben ventilato ed umidificato.

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Importante è la collocazione perché deve essere il più possibile stabile. Questa orchidea non ama gli spostamenti e deve rimanere sempre in appartamento, in una posizione con luce abbondante ma non diretta, lontano da correnti d'aria.


La fioritura naturale dovrebbe essere unica, nei mesi meno caldi, ma essendosi ben adattata alle nostre latitudini, può fiorire in tutte le stagioni, a seconda della temperatura dell'appartamento in cui è collocata, e anche due volte all'anno.

La causa principale della non fioritura di questa pianta è la mancanza di luce.

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  Necessita di annaffiature non troppo frequenti (ogni settimana in estate, ogni 10 giorni nei mesi più freddi), effettuate spruzzando abbondantemente la corteccia di pino presente nel vaso e le radici aeree che eventualmente fuoriescono (mai bagnare le foglie, che vanno pulite con un panno asciutto). 

 

E' consigliabile evitare ristagni di acqua nei sottovasi o nei coprivasi, per prevenire il deterioramento della corteccia e delle radici stesse.

Come tutte le orchidee, poiché per lo più si trovano su di un materiale inerte (la corteccia, appunto), gli elementi nutritivi devono essere apportati con la concimazione. La Phalenopsis deve essere concimata ogni 20 gg in primavera, per favorire la ripresa vegetativa della pianta, somministrando un concime che contenga una maggiore quantità di azoto. In autunno, per favorire l'induzione a fiore, occorre somministrare un concime con una maggiore concentrazione di fosforo e potassio. Negli altri periodi dell'anno, utilizzare una concimazione bilanciata. 

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Al termine della fioritura, accorciare lo stelo florale a circa un terzo della sua lunghezza.

In questo modo vi è la possibilità che possa  rifiorire oppure  può nascere un keiki ossia una nuova piantina di Phalenopsis che una volta sufficientemente grande, può essere staccata dalla pianta madre ed essere rinvasata autonomamente.

In caso contrario, quando sarà completamente disseccato, tagliarlo ulteriormente alla base. 


Il rinvaso non è strettamente necessario, ma se deve essere eseguito è meglio farlo alla ripresa vegetativa in primavera, quando compaiono le nuove radici, rispettando al massimo l'integrità della pianta. Non deve mai essere fatto durante la fioritura.